Una logistica più logica

Un giovane imprenditore del nord Italia si era trovato nella necessità di riorganizzare la logistica interna della sua azienda, per questo ci ha chiamati un anno fa: chiedeva di essere supportato per rendere la logistica più efficiente, attraverso la costituzione di un unico magazzino per la gestione dei prodotti finiti, l’ottimizzazione degli spazi/indice di stoccaggio (rapporto tra volume dei prodotti finiti e volume del magazzino), la riduzione degli spostamenti e dell’indice di manipolazione (che indica quante volte il prodotto viene toccato dal versato di produzione sino alla fase di carico sul mezzo di spedizione) del prodotto finito (PF). La “fotografia” iniziale registrava l’utilizzo di tre magazzini adibiti allo stoccaggio, al transito del prodotto finito e al carico dei prodotti da spedire. La scelta fatta a suo tempo rispondeva alla volontà di tenere separate le diverse famiglie di prodotti finiti. Le nuove linee guida ricevute puntavano invece, come detto, sulla concentrazione in un unico magazzino per i prodotti finiti, sulla saturazione dei volumi dei magazzini e sulla riduzione dei percorsi del PF all’interno dello stabilimento.
Il primo passo è stato quello di realizzare una mappatura delle aree disponibili e le aree/volumi occupati dai PF (al 100% pallettizzati). Tutti i responsabili che operavano nella logistica erano concordi nel sottolineare che le famiglie di prodotto finito erano soggette a importanti stagionalità, e che il magazzino individuato per immagazzinare il PF necessitasse di un ampliamento significativo. Più volte erano state fatte verifiche tra i posti pallet disponibili nel magazzino destinato a diventare magazzino PF e i pallet di PF presenti nei tre magazzini, ma i dati raccolti non davano risposte ritenute soddisfacenti.
L’imprenditore era molto preoccupato dalla stagionalità (in alcuni mesi del 2019, e anche più di recente, il PF era stato stoccato ovunque per diversi giorni, rallentando significativamente le spedizioni, con conseguenti rimostranze da parte di alcuni clienti). Altro cruccio dell’imprenditore quello di non avere una idea precisa dell’ampliamento da fare: le stime indicate dai suoi collaboratori, infatti, variavano da un +50% a un + 80%.

Un kick-off problematico

Nel mese di maggio fu quindi indetta una riunione specifica, per definire gli investimenti necessari per ampliare il magazzino PF e quindi i posti pallet riservati ai prodotti finiti. L’accordo sull’ampliamento dei posti pallet venne raggiunto velocemente, perché si trattò semplicemente di alzare le scaffalature presenti di un ulteriore posto pallet e di verificare la capacità di carico della struttura risultante con il fornitore, presente all’incontro, che diede il suo benestare.
I problemi sorsero subito dopo, quando, affrontando il tema dell’ampliamento, si quantificò l’investimento necessario in alcuni milioni di euro, mentre, per contro, rimaneva irrisolto l’annoso problema dell’incidenza della stagionalità delle diverse famiglie di PF. Ragion per cui l’imprenditore sollecitò tutti nel trovare una soluzione veloce, semplice e affidabile.

Kilogrammi

Le parole “semplice e veloce” ci richiamarono alla memoria l’esperienza fatta in Pirelli Pneumatici negli anni ’80 e ’90; allora si faceva un gran ricorso al peso in Kg per valutare e confrontare le diverse famiglie di prodotto (Autocarro, Vettura, Movimento terra, ecc.). Così chiedemmo ai presenti se fosse possibile ragionare in termini di Kg anche per i loro prodotti. La risposta fu positiva, come positiva fu anche la possibilità di avere a sistema la disponibilità dei Kg/giorno venduti e dei Kg/ giorno prodotti.
Questo ci fece immediatamente pensare al concetto di “curve cumulate”, concetto che spiegammo con l’ausilio della lavagna: avendo la giacenza del giorno dei PF a stock in Kg, nonché i dati giornalieri dei Kg prodotti e venduti, sarebbe stato possibile simulare uno o più anni a consuntivo, creando le curve Produzione/Vendite cumulative.

Benedette curve

“Costruite” le curve cumulative per i 12 mesi dell’anno 2019, si dimostrava con immediatezza che solo in tre periodi dell’anno era visibile un significativo distanziamento tra la curva “Versato di produzione” e “Vendite”, ma che non superavano il 20%-25% dei valori mediamente registrati negli altri mesi. Visto il risultato confortante fu richiesto al Sistema Informativo di fare la stessa simulazione a livello settimanale, inserendo anche l’anno 2018.
Risultato finale: non si rendeva necessario alcun ampliamento del magazzino almeno per i prossimi due anni, dato che per quel periodo non erano previsti a Budget maggiori volumi di vendita.
GZ.

(I racconti pubblicati possono essere firmati con nome per esteso, con una sigla o in forma anonima, secondo il tuo desiderio).

Inviaci la tua storia

0 + 1 = ?